Solennità della B.V.M. IMMACOLATA 2015 – Lc 1,26-38
Mons. Venturino Lorusso, oblato benedettino
Rallégrati piena di grazia
Pensare a Maria nell’istante del suo concepimento non è semplice per la nostra ragione. Siamo in un tempo, in cui domina una cultura religiosa beffarda. Le verità della fede, i dogmi, le nostre tradizioni sono oggetto di rifiuto e di comicità. Con quali parole far accettare verità che in passato non costituivano perplessità? Infatti, i nostri padri aderirono al cristianesimo innalzando monumenti alle verità di fede. Oltre alle oltre cinquanta tra chiese e oratori ad Altamura sono presenti a Porta Bari segni che consacrano la fede dei cittadini.
A ricordo dell’Anno Mariano del 1954, fu innalzata una colonna in pietra di Trani alta metri cinque in onore di Maria Santissima per imitare la colonna di Piazza di Spagna a Roma in onore dell’Immacolata. E ancor prima sempre a Porta Bari è posta una raggiera contenente un globo bianco a significare l’ostia sopra l’entrata. La devozione a Maria e la fede nell’Eucarestia hanno potuto definire Altamura “città eucaristica e mariana”.
Ce ne ricordiamo? A che punto è la nostra fede?
L’esempio di Maria, con il racconto che oggi ne fa l’evangelista Luca, ci interpella certamente. Attraverso un messaggero (angelo), il Dio, che sempre ci sorprende, fa alla Vergine una rivelazione: “Piena di grazia”. Significa che Maria possedeva in sé la vita divina, cioè era senza peccato originale. “Non temere”, perché in te la potenza creatrice ti renderà Madre. La reazione di Maria manifesta il dramma della sua fede. Quanto annunziato supera ogni umana possibilità: “Come avverrà?”.
La risposta dell’angelo aggiunge mistero a mistero: “La potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra”. Lo Spirito opererà un evento inaudito. Pur senza il concorso dell’uomo “concepirai un figlio … e lo chiamerai Gesù”. Cosa avrà compreso la Vergine?
La Chiesa afferma che “non è difficile notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorta di «notte della fede» …, quasi un «velo» attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero” (Redemptoris Mater 17). Nella fede non si può capire tutto ed è chiesto di fidarsi. Maria si fida, acconsente e crede: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. Il Dio della Misericordia, il quale l’ha preservata dal peccato in previsione dei meriti della morte e resurrezione del Figlio, cui darà carne, dà inizio alla salvezza dell’umanità, grazie al “sì” di una Vergine.
Oggi risuona l’invito a contemplare la fede di Maria. Il mondo deve comprendere il piano di Dio, che lo cerca incessantemente, perché esca dal groviglio di danni causati con l’abuso della sua libertà. E come Padre, ricco di grazia e di misericordia, infonde la speranza di “nuovi cieli e nuova terra”. Dio, come ha cercato Adamo dopo il peccato, continua a domandare ad ognuno: “Dove sei?”.
Anche per noi, in questo nostro tempo “di morta fede e di empietà trionfante” (B. Bartolo Longo),dinanzi alla corruzione imperante, la Parola di Dio risuona per risvegliarci alla fede dei nostri padri. Se restiamo prigionieri delle nostre paure, insicurezze, ripiegamenti su noi stessi, bloccati da multiformi e molteplici angustie, senza uscire ad annunciare l’Amore di un Dio misericordioso, finiremo con il subire il male piangendoci addosso. Noi siamo Chiesa e Papa Francesco più volte ha invitato ad essere “Chiesa in uscita” per far conoscere il vero volto Dio “con lo sguardo fisso su Gesù e nel suo volto misericordioso possiamo cogliere l’amore della SS.
Trinità (MV 8).
Il mondo ha diritto di vedere nei cristiani che la fede illumina la vita:
1. per la gioia che dona. L’invito rivolto a Maria: “Rallegrati” vale anche per noi nel diffondere la gioia del vangelo. È il nostro un Dio “colmo di gioia, soprattutto quando perdona” (MV 9);
2. per la salvezza che opera. Maria si è donata al progetto di del Dio che salva e il Papa ci invita a “vivere questo Anno Giubilare alla luce della parola del Signore:Misericordiosi come il Padre … È un programma di vita tanto impegnativo quanto ricco di gioia e di pace (MV.13). I
3. per un servizio che genera. Maria si professa “la serva del Signore” e noi sul modello che è Gesù, dobbiamo donare la vita per essere “il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi” (MV 1).
Per una devozione meno sentimentale e più essenziale verso la Madonna occorre diventare prolungamento della fede del “sì” di Maria con l’abbandonare la nostra vita al mistero dell’agire di Dio senza la pretesa di capire tutto. Fidarci dell’amore di Dio che non ha risparmiato suo Figlio ed ha tra le sue mani la storia, perché “ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito” (Gv.3,16).
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XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO anno B, Nel servizio il beneficio spirituale
18 Ottobre 2015III DOMENICA DI AVVENTO anno C
11 Dicembre 2015Solennità della B.V.M. IMMACOLATA 2015
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Mons. Venturino Lorusso, oblato benedettino
Rallégrati piena di grazia
Pensare a Maria nell’istante del suo concepimento non è semplice per la nostra ragione. Siamo in un tempo, in cui domina una cultura religiosa beffarda. Le verità della fede, i dogmi, le nostre tradizioni sono oggetto di rifiuto e di comicità. Con quali parole far accettare verità che in passato non costituivano perplessità? Infatti, i nostri padri aderirono al cristianesimo innalzando monumenti alle verità di fede. Oltre alle oltre cinquanta tra chiese e oratori ad Altamura sono presenti a Porta Bari segni che consacrano la fede dei cittadini.
A ricordo dell’Anno Mariano del 1954, fu innalzata una colonna in pietra di Trani alta metri cinque in onore di Maria Santissima per imitare la colonna di Piazza di Spagna a Roma in onore dell’Immacolata. E ancor prima sempre a Porta Bari è posta una raggiera contenente un globo bianco a significare l’ostia sopra l’entrata. La devozione a Maria e la fede nell’Eucarestia hanno potuto definire Altamura “città eucaristica e mariana”.
Ce ne ricordiamo? A che punto è la nostra fede?
L’esempio di Maria, con il racconto che oggi ne fa l’evangelista Luca, ci interpella certamente. Attraverso un messaggero (angelo), il Dio, che sempre ci sorprende, fa alla Vergine una rivelazione: “Piena di grazia”. Significa che Maria possedeva in sé la vita divina, cioè era senza peccato originale. “Non temere”, perché in te la potenza creatrice ti renderà Madre. La reazione di Maria manifesta il dramma della sua fede. Quanto annunziato supera ogni umana possibilità: “Come avverrà?”.
La risposta dell’angelo aggiunge mistero a mistero: “La potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra”. Lo Spirito opererà un evento inaudito. Pur senza il concorso dell’uomo “concepirai un figlio … e lo chiamerai Gesù”. Cosa avrà compreso la Vergine?
La Chiesa afferma che “non è difficile notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorta di «notte della fede» …, quasi un «velo» attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero” (Redemptoris Mater 17). Nella fede non si può capire tutto ed è chiesto di fidarsi. Maria si fida, acconsente e crede: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. Il Dio della Misericordia, il quale l’ha preservata dal peccato in previsione dei meriti della morte e resurrezione del Figlio, cui darà carne, dà inizio alla salvezza dell’umanità, grazie al “sì” di una Vergine.
Oggi risuona l’invito a contemplare la fede di Maria. Il mondo deve comprendere il piano di Dio, che lo cerca incessantemente, perché esca dal groviglio di danni causati con l’abuso della sua libertà. E come Padre, ricco di grazia e di misericordia, infonde la speranza di “nuovi cieli e nuova terra”. Dio, come ha cercato Adamo dopo il peccato, continua a domandare ad ognuno: “Dove sei?”.
Anche per noi, in questo nostro tempo “di morta fede e di empietà trionfante” (B. Bartolo Longo),dinanzi alla corruzione imperante, la Parola di Dio risuona per risvegliarci alla fede dei nostri padri. Se restiamo prigionieri delle nostre paure, insicurezze, ripiegamenti su noi stessi, bloccati da multiformi e molteplici angustie, senza uscire ad annunciare l’Amore di un Dio misericordioso, finiremo con il subire il male piangendoci addosso. Noi siamo Chiesa e Papa Francesco più volte ha invitato ad essere “Chiesa in uscita” per far conoscere il vero volto Dio “con lo sguardo fisso su Gesù e nel suo volto misericordioso possiamo cogliere l’amore della SS.
Trinità (MV 8).
Il mondo ha diritto di vedere nei cristiani che la fede illumina la vita:
1. per la gioia che dona. L’invito rivolto a Maria: “Rallegrati” vale anche per noi nel diffondere la gioia del vangelo. È il nostro un Dio “colmo di gioia, soprattutto quando perdona” (MV 9);
2. per la salvezza che opera. Maria si è donata al progetto di del Dio che salva e il Papa ci invita a “vivere questo Anno Giubilare alla luce della parola del Signore:Misericordiosi come il Padre … È un programma di vita tanto impegnativo quanto ricco di gioia e di pace (MV.13). I
3. per un servizio che genera. Maria si professa “la serva del Signore” e noi sul modello che è Gesù, dobbiamo donare la vita per essere “il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi” (MV 1).
Per una devozione meno sentimentale e più essenziale verso la Madonna occorre diventare prolungamento della fede del “sì” di Maria con l’abbandonare la nostra vita al mistero dell’agire di Dio senza la pretesa di capire tutto. Fidarci dell’amore di Dio che non ha risparmiato suo Figlio ed ha tra le sue mani la storia, perché “ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito” (Gv.3,16).
Amen
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